Utilizzo corretto di SFC (System File Checker) – sfc /scannow – DISM

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System File Checker (SFC) è uno strumento storico integrato in Windows e progettato per verificare l’integrità dei file di sistema, riparando quelli danneggiati o mancanti.

Una volta avviato, SFC controlla la presenza di file di sistema corrotti o mancanti; ripristina automaticamente i file danneggiati utilizzando copie sicure memorizzate nella cache di Windows

Se il computer è stato sottoposto a mesi o anni di aggiornamenti, patch e nuove funzionalità, la cache di sistema sui cui SFC basa il suo funzionamento diventa irrimediabilmente obsoleta.

Deployment Image Servicing and Management (DISM) è un altro strumento di sistema che permette (anche) di “mettere a punto” l’immagine di Windows prima che SFC possa entrare in azione.

Diagnosi e riparazione della cache locale di Windows 10 e Windows 11 con DISM

Per ripristinare il funzionamento di SFC, prima di passare all’eventuale riparazione di Windows, è necessario seguire una procedura che si snoda su 3 comandi principali, da impartire in sequenza:

  • Diagnostica rapida (CheckHealth): Il comando verifica se l’immagine di Windows è danneggiata, senza tentare alcuna riparazione: dism /Online /Cleanup-Image /CheckHealth
  • Scansione Approfondita (ScanHealth): Questo passaggio richiede più tempo: scansiona ogni file di sistema in cache e lo confronta con il contenuto del repository ufficiale di Windows online, sui server Microsoft. Se rileva corruzione, la segnala per la riparazione: dism /Online /Cleanup-Image /ScanHealth
    Nel caso in cui DISM non rilevasse alcun problema, si può procedere direttamente con l’esecuzione del comando sfc /scannow.
  • Riparazione e ricostruzione (RestoreHealth): Se viceversa DISM avesse riportato delle criticità, si può impartire il comando che segue: dism /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
    Il comando non si limita ad effettuare una scansione, ma provvede a scaricare i componenti mancanti o corrotti direttamente dai server Microsoft, per poi ricostruire la cache locale con i file più aggiornati.

Riparare la cache di Windows 10 e Windows 11 con il supporto d’installazione

Il comando dism /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth presentato in precedenza scansiona i componenti di Windows (nelle versioni moderne sono conservati nel Component Store, noto anche come WinSxS, contenuto nella cartella %windir%\WinSxS) alla ricerca di corruzioni o file mancanti.

I file sono confrontati con una fonte affidabile, tanto che normalmente l’opzione RestoreHealth di DISM si appoggia ai server di Windows Update. L’operazione provvede quindi ad aggiornare il contenuto del Component Store, in maniera tale che tutte le dipendenze e le DLL di sistema siano coerenti.

In rari casi, l’operazione RestoreHealth può fallire, perché DISM non riesce a raggiungere i server Microsoft o perché la cache risulta troppo danneggiata. In queste situazioni, è necessario fornire manualmente una copia di Windows come fonte da utilizzare per la riparazione.

Download del file ISO di Windows e uso del comando DISM

Facendo riferimento al riquadro Scarica l’immagine disco per Windows 11 oppure utilizzando il nostro super trucco per il download di Windows 10 e Windows 11 con un solo comando, si ottiene il file ISO del supporto d’installazione. L’importante è scegliere il supporto relativo alla stessa identica versione di Windows 10 o Windows 11 installate sul PC (si può verificarlo premendo Windows+R quindi digitando winver).

Una volta in possesso del file ISO, bisogna montarne il contenuto con un semplice doppio clic: Windows assegnerà un lettera identificativa di unità (da verificare nella finestra Questo PC di Esplora file). Supponendo che la lettera identificativa di unità corrispondente al contenuto del file ISO sia E:, è possibile eseguire quanto segue:

dism /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth /Source:E:\sources\install.wim

Va tenuto presente che i file ISO generati con l’utilità Media Creation Tool (sezione Crea il supporto di installazione per Windows 11 della pagina di download Microsoft), contengono il file install.esd e non install.wim: va effettuata un’opportuna sostituzione nel comando riportato in precedenza.

Per forzare DISM a utilizzare soltanto l’immagine ISO come sorgente, ignorando Windows Update, si può aggiungere l’opzione /LimitAccess alla fine del comando. Esempio:

dism /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth /Source:E:\sources\install.wim /LimitAccess

Una volta completato il processo con DISM (che ha ricostruito la cache locale), si può finalmente eseguire il comando sfc /scannow.

Eseguendo SFC su un sistema che può contare su una cache aggiornata.